RIFUGIO NINO PERNICI

Una domenica di circa 16 km a piedi rigorosamente con la mascherina in tasca a portata di mano nel caso si incontrasse qualcuno…è sì perché quest’escursione è fresca fresca di domenica scorsa. Quindi iniziamo! Partenza da Rovereto direzione frazione Pranzo di Tenno, una volta arrivati a Pranzo si continua sulla strada provinciale e dopo due tornanti vedrete le indicazioni per località Campi e malga Grassi(sulla sx). Una volta arrivati nel piccolo abitato di Campi si continua prendendo le indicazioni per malga/capanna Grassi, si continua per circa due chilometri la strada all’inizio è asfaltata poi diventa bianca, arrivati alla fine non potete più proseguire e trovate un parcheggio.

Da qui partiamo per raggiungere la nostra, meta quindi zaino in spalla e via.

Seguiamo le indicazioni per il segnavia 402 e iniziamo la camminata all’interno del bosco, si continua sempre seguendo le indicazioni, il sentiero è segnato molto bene non si può sbagliare. Dopo circa un’ora e venti di cammino si sbuca fuori dal bosco, qui il sentiero ci porta su un grande prato pieno di dossi, questa è la bocca di Tret, il rifugio è a qualche centinaio di metri alla nostra sinistra e poi ci troviamo davanti a questo crocevia di indicazioni! insomma avete l’imbarazzo della scelta arrivati quassù.

Io decido di procedere verso destra, prossima meta Mazza di Pichea si continua spostandosi sul versante orientale e ci affacciamo sull’inizio della val di Ledro, bisogna dire che senz’altro il paesaggio è molto bello. Su questo sentiero si possono notare numerose fortificazioni risalenti alla prima guerra mondiale, infatti dopo circa 10 minuti di cammino ci troviamo con il nostro sentiero che sale a sinistra ma cento metri avanti a noi c’è un qualcosa da non perdere!

Un fantastico punto panoramico che si affaccia sulla val di Ledro, poi una sorta, sembrerebbe, di piccolo bivacco: una piccola casetta di legno con un tavolo e due letti di legno. Ai piedi di questa piccola casetta troviamo la caverna dedicata al capitano dei Kaiserjäger Ludwig Riccabona che combatté durante la prima guerra mondiale.

Trascorso il tempo necessario per godersi la vista e leggere i cenni storici che troviamo in questo posto torniamo indietro sul sentiero fino ad arrivare appunto al bivio del nostro sentiero segnavia 420. Il sentiero sale abbastanza rapidamente, dalla bocca di Tret mt 1581 arriveremo a Mazza di Pichea mt 1879, quindi appunto il dislivello è di circa 300 mt. Nell’ultimo tratto per arrivare alla cima troviamo un cordino di acciaio che ci aiuta e ci permette di arrivare alla croce in sicurezza. La vista da qui è mozzafiato, si vede un pezzo di lago di Garda e le cime innevate dell’Adamello, senza parlare di tutto il resto!

Dopo una decina di minuti ad assaporare la vista magnifica ed a riprendersi dalla salita, torno indietro fino ad arrivare nuovamente a Bocca di Tret, qui decido di mangiare il mio pranzo al sacco riposarmi un pò al sole e poi ripartire verso la macchina, facendo però un’altra strada. Mi dirigo quindi verso il rifugio che è ancora chiuso….no so se a causa normative covid o altri motivi e prendo il sentiero nr 413 direzione Bocca Saval. Il sentiero qui si sposta sul crinale occidentale e continua su un falso piano molto piacevole e rilassante, fino ad arrivare appunto a Bocca Saval.

Altro crocevia che ci darebbe un sacco di spunti per nuove camminate! Una volta arrivati qui, si prende la strada che porta verso valle e si continua senza mai lasciarla fino appunto a ritornare al nostro punto di partenza ovvero Capanna Grassi dove abbiamo lasciato la macchina.

Spero possa esservi utile questo articolo….quando andrete da queste parti fatemi sapere!

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