sasso piatto

parcheggio passo Sella vista Sasso Piatto

Se siete alla ricerca di una camminata poco impegnativa ma con una vista mozzafiato, questa escursione fa per voi!

Partenza dal parcheggio di passo Sella (a pagamento), con vista strepitosa sul Sasso Piatto di fronte a voi, prendete il sentiero che vi conduce al primo rifugio denominato Friedrich August. Per raggiungere questo rifugio c’è una salita con una pendenza importante ma è lunga solo qualche centinaio di metri, se vi guardate intorno, però, il paesaggio è talmente strepitoso che non vi accorgerete nemmeno di fare fatica! Sulla vostra sinistra avete il massiccio Pordoi poi spostata un pò verso destra sua maestà la Marmolada, sulla vostra destra sempre il Sasso Piatto.

Pordoi

Arrivati in cima alla salita avete un panorama a 360° con le montagne più incantevoli del mondo le Dolomiti. Di fronte a voi potete vedere il famoso Catinaccio. Sulla vostra sinistra, se siete appassionati di sport adrenalinici, potete andare a vedere le partenze di decine e decine di parapendii…chissà magari vi verrà voglia di provare!!!

Proseguendo il nostro percorso andiamo a incontrare il rifugio Friedrich August, rifugio che volendo vi può ospitare anche in camere super accoglienti per la notte!

rifugio Friedrich August

Dopo il rifugio una leggera discesa ci porta su un sentiero prevalentemente pianeggiante con leggeri sali e scendi, il panorama qui ci propone sulla sinistra il Catinaccio e sulla destra il Sasso Piatto, dopo alcuni chilometri arriviamo al rifugio Pertini (https://www.rifugiopertini.com/). Se siete affaticati potete fare una piccola pausa sulle bellissime sdraio di legno installate nel prato limitrofo e magari sorseggiare un buonissimo succo di mela!…..Pronti via si continua il sentiero verso il rifugio sasso piatto.

vista da rifugio Sasso Piatto

Circa dopo trenta minuti arriviamo al rifugio Sasso Piatto, da qui vediamo l’alpe di Tires e l’incantevole Sciliar. Da qui si diramano vari sentieri, si può arrivare sulla cima del Sasso Piatto (2 ore circa) oppure andare verso l’alpe di Tires ( 2.30 ore circa) oppure scendere e andare verso L’alpe di Siusi o al rifugio Vicenza…..insomma c’è da sbizzarrisi!

Io opto per scendere e dirigermi verso il rifugio Zallinger 30 minuti, qui c’è una ripida discesa per raggiungere il rifugio che di conseguenza nel ritorno si trasforma in ripida salita!!!

rifugio Zallinger

Questo rifugio ha dell’incantevole, posizionato in mezzo ai prati nella tranquillità assoluta, ho potuto vedere delle bellissime camere dove trascorrere una vacanza all’insegna della natura e del relax, il rifugio inoltre offre agli ospiti un bellissimo e attrezzato centro benessere. Purtroppo io ho avuto il piacere di trascorrere in questo delizioso posto solo il tempo di un pranzo fugace, sicuramente tornerò per passare più di qualche ora!

Dopo aver pranzato con delle ottime tagliatelle ai finferli torno sui miei passi, ripercorrendo tutto il percorso a ritroso!

Tutto il percorso ha una durata di circa 17 km, pochissimi sono i tratti impegnativi quindi lo consiglierei a tutti!

affaccio sull’Alpe di Siusi

Vi lascio con quest’immagine….alla prossima!!!

BIVACCO DELLA VIGOLANA

Sapete cos’è un bivacco? Un bivacco è una sorta di rifugio di emergenza per la notte per gli alpinisti\escursionisti\trekker, è un posto libero, ovvero non servono prenotazioni (nella maggior parte dei casi) e non sono gestiti da nessuno.

Bene non molto lontano da casa mia si trova uno dei più belli e suggestivi bivacchi, il bivacco della Vigolana. È stato costruito nuovo nel settembre 2016, sostituendo il vecchio container rosso con una struttura in lamiera grigia antracite, con delle vetrate super panoramiche con vista sui laghi di Levico e Caldonazzo, sulla città di Trento e sulla Valsugana è un vero spettacolo.

Durante tutta la mia infanzia e adolescenza ho passato le vacanze estive ed invernali a Folgaria e non sono mai riuscita a raggiungere il Becco di Filadonnala vetta più alta nelle vicinanze….così dopo un sacco di anni che nutrivo il desiderio di arrivare a questa cima l’anno scorso mi decisi. A convincermi fu la foto di una mia amica che era andata al bivacco della Vigolana, il paesaggio incantevole mi fece pensare a come organizzare il tutto. Tramite questa amica mi sono informata di come era organizzato il bivacco: non esistono i servizi igienici (come nella maggior parte dei casi), non c’è acqua né all’interno né nei paraggi ma è dotato di una stufa a legna, è provvisto di coperte e cuscini e ci sono all’incirca 10 posti letto.

Di conseguenza a queste informazioni sono partita con 5 litri d’acqua, 2 pranzi e una cena al sacco, un pò di caffè per la colazione e un sacco lenzuolo, considerando che dovevo camminare per circa 5\6 ore ho preferito rinunciare al peso del sacco a pelo vista la presenza delle coperte.

Il bivacco della Vigolana è a mezz’ora dalla cima del Becco di Filadonna, per raggiungerlo ci sono parecchi sentieri, io scelsi il più lungo quello che sognavo da anni, quindi con partenza da Folgaria. Potete lasciare la macchina nei parcheggi fuori dal Cinema Paradiso o sotto l’albergo villa Wilma c’è un grande parcheggio sterrato gratuito. Una volta parcheggiata l’auto vi incamminate verso Folgaria ovest prendendo la via del Parco percorrendola tutta fino alla fine. Una volta finita la strada asfaltata inizia un sentiero sterrato in salita (SAT 425) che vi porterà al rifugio Paradiso.

Il sentiero all’inizio ampio poi si restringe diventando sempre più stretto salendo a serpentina sul lato meridionale della montagna, quando si esce dal bosco si avrà una splendida veduta sulla Vallagrina, vi sembrerà di dominare su tutto. Seguite sempre i segnali del sentiero sat 425 fino a che rientrando di nuovo nel bosco spunterete sui prati ai piedi del rifugio Paradiso (1608 mt). Il rifugio è l’unico punto di ristoro che incontrerete poi lungo il percorso non troverete altro, verificate però, se avete intenzione di fermarvi, che il rifugio sia aperto. Io sono partita con le scorte d’acqua da Folgaria, se fosse aperto il rifugio converrebbe fare il pieno delle borracce qui, così evitereste di portarvi un peso inutile sulla schiena per circa un’ora e mezza di strada con 600 metri di dislivello; mi raccomando però siate certi al 100 % che sia aperto altrimenti resterete senza acqua.

Arrivati qui vi dirigete verso la chiesetta di San Vigilio, dove oltre che continuare il percorso per la destinazione finale, godrete di una vista spettacolare sulla val Gola. Continuate a salire il sentiero arrivando al punto panoramico (1815 mt) il sentiero da seguire è sempre il 425. Qui si passa ad una vegetazione completamente diversa, si è iniziato il percorso in un bosco di larici e abeti per poi arrivare nei prati intorno al rifugio, qui invece ci troviamo in mezzo ai mughi e inizia la traversata delle cime per arrivare alla più alta di tutte il Becco di Filadonna.

Proseguendo, il sentiero si fa un pò più difficile ma nulla di impossibile, si arriva al bivio per malga valli e qui bisogna tenere sempre il sentiero 425 e quindi prendere l’indicazione per monte Cornetto, Becco di Filadonna e Bivacco Vigolana. Mancano pochi metri ormai per raggiungere quota 2050 mt perché infatti il monte Cornetto raggiunge questa altezza. Dall’osservatorio potrete ammirare tutte le montagne intorno, avrete una vista a 360 gradi con la catena del Brenta che svetta in tutta la sua lunghezza.

Questo panorama è ottimo per fermarsi a fare una pausa e a mangiare il vostro pranzo al sacco, perché da qui per arrivare al bivacco ci vogliono ancora 2 orette circa. Il sentiero dalla cima prosegue subito dopo l’osservatorio, non dimentichiamoci di seguire sempre il sentiero 425, da questo punto vediamo la cima del becco e la nostra destinazione dritta a noi, il sentiero continua in mezzo ai mughi di montagna fino a che svolta a sinistra e inizia ad abbandonare la cresta ( ci sarebbe un altro sentiero che continua in cresta ma è stato lasciato andare e quindi, soprattutto all’andata, potrebbe essere difficoltoso trovare i segnavia). Si prosegue con un pendio leggermente in discesa che ci fa perdere quota, arriviamo infatti ai piedi del Becco con una ascesa di 200 mt di dislivello da percorrere, non fatevi scoraggiare perché ormai siete vicinissimi alla meta.

veduta dalla cima del Becco di Filadonna

Da qui arrivare al bivacco è velocissimo una ventina di minuti e si è arrivati, io sono arrivata vero le 17, il percorso era affascinante per non fermarsi a fotografare il panorama che offriva. Varcata la soglia del bivacco scopro che sono l’ottava ospite del giorno! Avevano deciso di passare una notte diversa dal solito un padre con un figlio di Trento, due amici della Valdobbiadene, una coppia piemontese, un solitario vicentino e io. Abbiamo fatto quattro chiacchiere, cenato assieme e giocato a lupus in fabula dopodiché siamo andati tutti a dormire.

La cosa importante in un bivacco è non lasciare rifiuti, cercare di lasciare più pulito di come si è trovato e magari portare qualcosa da lasciare….qualcosa di utile intendo io ad esempio ho portato un pacchetto di diavolina, un altro aveva portato della legna etc.

La mattina ognuno si è svegliato quando voleva, ma tutti si sono svegliati per vedere quest’alba magnifica, dopodiché colazione e pronti per il ritorno. Parlando con i miei “compagni di bivacco” ho scoperto che potevo fare una strada alternativa per il ritorno passando da cima Vigolana. Così all’uscita del bivacco invece di andare a sinistra e tornare verso il Becco giro a destra, si continua dritti e si prendono le indicazioni per cima Vigolana, ad un certo punto il sentiero indica sinistra e qui ci troviamo davanti una salita abbastanza impegnativa, il sentiero viene indicato per escursionisti esperti, si trova un cordino d’acciaio per tenersi e per salire in questa specie di canalone.

Arrivati in cima si prosegue ancora per un pò seguendo sempre le indicazioni del sentiero 450 e poi si arriva alla cima, anche qui il panorama è bellissimo, le varie prospettive che la montagna regala lasciano senza fiato. Continuo il sentiero andando verso il Becco di Filadonna che da cima Vigolana si vede benissimo. Arrivata in prossimità vedo il vecchio sentiero che prosegue in cresta alle cime e decido di fare quello sulla via del ritorno, cambiando così l’itinerario dell’andata. Faccio qualche passo e mi si presentano davanti a me un circa 6\7 stambecchi, bellissimo!!!

Proseguendo su questo sentiero ci si imbatte anche in un pezzo devastato da un incendio negli anni passati, vedere come il fuoco devastata il paesaggio è incredibile metri e metri di nulla, tutto morto, tutto secco, tutto carbonizzato. Il vecchio sentiero, è abbastanza malridotto a volte si fatica a trovare i segnavia ed in mezzo ai mughi bisogna proprio farsi strada, lo sconsiglio, anche se permette di vedere un altro pezzo di montagna.

Continuando a camminare arrivo ad un bivio ed anche qui decido di cambiare strada rispetto all’andata e decido di percorrere il sentiero 425b, invece di proseguire verso il Monte Cornetto prendo questo sentiero che si tiene sul lato orientale della montagna guardando praticamente l’abitato sottostante di Carbonare e San Sebastiano. Il sentiero è molto stretto e in alcuni casi attaccato alla roccia, a volte ci sono dei cordini di acciaio per camminare in sicurezza, diciamo che il percorso è molto esposto. Arrivati alla fine prendiamo le indicazioni per Folgaria e sorgente fontanelle sentiero 451.

Per arrivare a questa bellissima fontanella le ginocchia si fanno sentire la discesa è lunga ma ormai la strada per il rientro alla macchina si accorcia sempre di più.

Andando avanti infatti si tengono le indicazioni per Folgaria e la strada ci porta in prossimità del campo da calcio da qui prendendo il sentiero tra il campo da calcio e il parco giochi si prosegue per circa 50 metri e poi si prende il sentiero sulla sinistra, si sbuca in un grande prato di una casa privata bianca, dove però è possibile passare a piedi e alla fine del prato inizia la strada asfaltata che ci porta dritti dritti al parcheggio.

Così si è conclusa la mia escursione di due giorni, vi avviso che i 5 litri d’acqua sono stati giusti non ne ho avanzata e non mi è mancata. Spero di avervi fatto venire un pò di voglia di montagna e di camminate 😉 alla prossima avventura ciao ciao